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  CaritasDeusEst [ "OGNI VOLTA CHE AVETE FATTO QUESTE COSE A UNO SOLO DI QUESTI MIEI FRATELLI PIU' PICCOLI, L'AVETE FATTO A ME" (Mt 25, 40) ]
         

Preghiera di un ribelle
(Il piccolo saggio, Francois Gervais)

Tu non esisti, io lo so non voglio nemmeno parlare di te. Tu non sei che una pericolosa invenzione. Hanno talmente ucciso e umiliato in nome tuo. Tu non sei più reale della statua di un re. Mi hanno insegnato a forza di punizioni tutto l'"amore"che ha ispirato le tue leggi. E tu vorresti oggi che io creda al tuo perdono! Se tu esistessi, mi daresti la fede, non la dittatura di una religione. Pare che tu sia venuto per i poveri che non hanno un tetto. Tuttavia di fronte alle porte chiuse della tua Chiesa, io tremo terribilmente e il mio cuore sanguina di freddo. Anche sul marciapiede, la mia presenza scandalizza. Io non sono forse degno di te né del tuo calore. Allora, perché affermare che tu accogli anzitutto il peccatore? Se tu esistessi, accetteresti le mie debolezze e verresti a saziare la mia fame di tenerezza. Sono molti che mi parlano del tuo amore, ma quando tendo loro la mano, cambiano strada. Hanno paura di amarmi per rinnegarti facilmente? Io non chiedo loro l'abbondanza del loro granaio. Ho semplicemente bisogno di un po' di speranza. Per tutta la vita, ho detestato il tuo silenzio. Ed ecco che, questa sera, mi sorprendo a pregarti come se non sapessi più... Non sapessi più resisterti.

Un uomo andò in paradiso. Appena giunto alla porta coperta di perle incontrò S. Pietro che gli disse: "Ci vogliono 1.000 punti per essere ammessi. Le buone opere da te compiute determineranno i tuoi punti". L'uomo rispose: "A parte le poche volte in cui ero ammalato, ho ascoltato la Messa ed ho cantato nel coro". "Quello fa 50 punti", disse San Pietro. "Ho sempre messo una bella sommetta nel piatto dell'elemosina che il sacrestano metteva davanti a me durante la Messa". "Quello vale 25 punti", disse San Pietro. Il pover'uomo, vedendo che aveva solo 75 punti, cominciò a disperarsi. "La domenica ho fatto scuola di Catechismo – disse – e mi pare che sia una bella opera per Iddio". "Sì – disse san Pietro – e quello fa altri 25 punti". L'uomo ammutolì, poi aggiunse: "Se andiamo avanti così, sarà solo la Grazia di Dio che mi darà accesso al paradiso". San Pietro sorrise: "Quello fa 900 punti. Entra pure".


I have a dream (Martin Luther King)

Sì, è vero, io stesso sono vittima di sogni svaniti, di speranze rovinate, ma nonostante tutto voglio concludere dicendo che ho ancora dei sogni, perché so che nella vita non bisogna mai cedere. Se perdete la speranza, perdete anche quella vitalità che rende degna la vita, quel coraggio di essere voi stessi, quella forza che vi fa continuare nonostante tutto. Ecco perché io ho ancora un sogno... Ho il sogno che un giorno gli uomini si rizzeranno in piedi e si renderanno conto che sono stati creati per vivere insieme come fratelli. Questa mattina ho ancora il sogno che un giorno ogni nero della nostra patria, ogni uomo di colore di tutto il mondo, sarà giudicato sulla base del suo carattere piuttosto che su quella del colore della sua pelle, e ogni uomo rispetterà la dignità e il valore della personalità umana. Ho ancora il sogno che un giorno la giustizia scorrerà come acqua e la rettitudine come una corrente poderosa. Ho ancora il sogno che un giorno la guerra cesserà, che gli uomini muteranno le loro spade in aratri e che le nazioni non insorgeranno più contro le nazioni, e la guerra non sarà neppure oggetto di studio. Ho ancora il sogno che ogni valle sarà innalzata e ogni montagna sarà spianata. Con questa fede noi saremo capaci di affrettare il giorno in cui vi sarà la pace sulla terra.

Verso dove? (Aldo Rabino, Vivere non è un assurdo)


Com'è facile parlare dell'oppressione dei popoli, della violenza! Le chiacchiere sono un alibi per nascondere il pensiero; ma, molto più, per seppellire i fatti. Il grido "ho fame", "ho sete", "non ho casa", "sono nudo" ha sempre attraversato la terra e turbato il cuore dei ricchi, ma era un'emozione necessaria per dare uno sfondo alla festa. Parlare, sentire, commuoversi è facile. Difficile è scendere nel concreto, lasciare la superficie e calarsi a fondo nella realtà. Cos'è che c'impedisce, ci frena, ci paralizza? Se ci riflettiamo bene è la paura di non poter più - imboccata la strada di una scelta radicale per i poveri - tornare indietro. Eppure la fede senza le opere è morta, non si può dire d'essere cristiano senza una scelta radicale, con tutto ciò che di scomodo questa comporta. Cristo è stato esplicito - "Andate, predicate, battezzate" - lui ha vissuto nella propria carne il sapore della testimonianza, del logorio, il patimento di dover essere accolti a sassate, di essere derisi e infine di essere messi a Morte. Credere nei poveri è lavorare, è un buttarsi dentro. Non servono le mie o le tue idee. Serve il mio e il tuo impegno, messi insieme e vissuti in mezzo ai poveri. L'uomo del duemila non ha bisogno di parole ma di fatti, di cose concrete. Il mondo soffre per la guerra e la fame. Ma forse soffre più per la mancanza di gesti vivi, di realtà concrete, di piccole cose e attenzioni. Ma qual è la meta? Aiutare i poveri, quelli che hanno realmente bisogno, coloro che un po' tutti insieme abbiamo emarginato e messi da parte. L'aiutare i poveri richiede atti di amore continuati, esige un buttarsi via, stando con loro. Non sono cose da dire ma da fare. Troppe volte sono state predicate, dimenticando che la vera sensibilizzazione è cio che Facciamo e cio che siamo. Alla base di questa conversione ci sta il lavoro; il lavoro duro che è fatica, che è sudore. "Lavoro non chiacchiere". Ciò che mette in crisi gli altri è il fare noi le cose, stando nel duro, anziché fare chiacchiere dure o discorsi da duri. Il gioco è questo: "perdere un po' alla volta noi stessi per aiutare poco alla volta gli altri". È una strada dura, ci parrà di soffocare, ma alla fine saremo contenti di non aver chiuso la vita in passivo.
Allora finalmente saremo uomini!


(San Tommaso d'Aquino, Adattamento di una preghiera recitatata ogni giorno davanti al Crocifisso)

Dio di misericordia, fa' che io desideri ardentemente ciò che ti piace,
lo ricerchi con prudenza,
lo riconosca nella verità e lo compia perfettamente a lode e gloria del tuo nome.

Aiutami a mettere ordine nella mia vita, fammi conoscere ciò che vuoi io faccia
perché lo compia bene per l'utilità e la salvezza della mia anima.
Fa', o Signore,
che io venga incontro a te su una strada sicura,
diritta e senza asperità,
che conduca alla mèta
e non mi perda tra prosperità o avversità.

Che io ti possa ringraziare nella gioia e cercare pazientemente nella sofferenza.
Allontana da me lo spirito di esaltazione o di abbattimento.



Come vuoi vivere: felice o infelice?
(Abbé Pierre)

Voi sarete la generazione più disgraziata che sia mai esistita se stupidamente entrate nella vita con il desiderio mostruoso che noi abbiamo avuto prima di voi: «Io, io, io, la mia carriera, la mia ricchezza. Che mi importa degli altri?». Sarete infelici, se metterete il vostro benessere a vostro esclusivo servizio, indifferenti degli altri. Sarete invece la più felice generazione che sia mai esisitita nel mondo, se capirete che soltanto l'amore è capace di mettere il benessere al servizio di tutti. Ma per far questo, abbiate cura di non vivere neppure un giorno nella prosperità, nella comodità, nel benessere, nei piaceri, senza che il dolore degli altri sia venuto fino a voi.

Beati voi che non dite: "Quando sto bene io... stanno bene tutti!" ma vi fate carico delle sofferenze degli altri. Beati voi che nella sofferenza non vi chiudete in voi stessi ma cercate conforto nei fratelli che io vi ho messo vicino. Beati voi che a colui che soffre non dite: "Pazienza, Dio ha voluto così!" ma gli dite: "Coraggio, ti aiuto io: Dio ti vuole felice!" (Tonino Lasconi)


22 dicembre 2008

PER TUTTI VOI*




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21 luglio 2008

"ERO CARCERATO E SIETE VENUTI A TROVARMI"

 
Casal del Marmo, dal carcere al reinserimento

Il cappellano della struttura, padre Gaetano Greco, racconta il percorso di recupero dei ragazzi detenuti. Domenica la Messa del cardinale Vallini di Antonella Gaetani

Domenica 20 luglio, a celebrare la Messa per i detenuti del carcere minorile di Casal del Marmo, sarà il cardinale vicario Agostino Vallini. Un nuovo segno di attenzione alle realtà di disagio in città, dopo la visita alla casa famiglia della Caritas diocesana. Accolto con gratitudine dal cappellano, padre Gaetano Greco, originario di San Giovanni Rotondo.

Il pensiero del sacerdote va a un altro “Agostino”, illustre personalità della Chiesa, a lungo tra i ragazzi di Casal del Marmo per aiutarli nella possibilità di recupero. Ovvero il cardinale Casaroli, segretario di Stato vaticano dal 1979 al 1990, sostenitore della realizzazione della casa famiglia Borgo Amigò, fondata dai Cappuccini dell’Addolorata, per accogliere i ragazzi che devono scontare misure alternative al carcere. È qui che incontriamo padre Gaetano Greco, cappellano dal 1981, per farci raccontare chi sono i giovani detenuti. Su una parete sono affissi dei quadretti, in uno di questi c’è scritto: «Ricorda che se per il mondo non sei nessuno, per qualcuno sei il mondo». Intanto, sotto il portico, alcuni ospiti della casa con la chitarra intonano canzoni d’amore.

Padre Gaetano, chi sono questi ragazzi?
Sono giovani che si sono allontanati da casa. Alle spalle hanno esperienze familiari difficili. Talvolta non hanno neanche i documenti e danno delle false generalità. Così è la strada ad educarli e, per vivere, rubano o spacciano. E arrivano in carcere.

Come cerca di stabilire un contatto?
Nel carcere i ragazzi vivono un’esperienza molto forte. Nasce così l’esigenza di stabilire un contatto con qualcuno. Hanno bisogno di parlare e io cerco di aiutarli. Ma è un percorso lento. Prima di stabilire un buon dialogo è necessario costruire un rapporto di fiducia. Si rivolgono a me per molte cose. Anche l’istituto è molto attento a salvaguardare l’adolescente.

Come trascorrono le giornate?
La mattina, d’inverno, seguono le lezioni scolastiche. Poi hanno delle attività di laboratorio, come la falegnameria, la tappezzeria e la pizzeria. Poi c’è il teatro e lo sport. Sono tutte iniziative cha aiutano i ragazzi a familiarizzare, a rompere la diffidenza e a creare delle relazioni.

Cosa rappresenta la Messa?
Ogni domenica si celebra un’Eucaristia ecumenica. Quasi tutti partecipano, anche se sono di religioni diverse. È un momento importante perché fa crescere il senso della comunità. Bisogna stare attenti a far sentire tutti a loro agio. L’omelia acquista un valore importante perché ha un forte significato: è uno spunto per riconsiderare la propria storia.

Come cerca di proporre il Vangelo?
Leggendolo. L’incontro con la fede avviene sempre attraverso la Parola.

Ha registrato dei cambiamenti da quando lei è cappellano, dal 1981 ad oggi?
Sì, molti. Nei primi dieci anni in cui sono stato nel carcere ho notato un forte bisogno di aggregazione e un grande bisogno di riscoprire la fede, molti hanno ricevuto i sacramenti. Oggi trovo che nei ragazzi ci sia più indifferenza. Sono insoddisfatti di tutto e tendono a voler avere tutto e subito.

Come ridare speranza a questi giovani?
È fondamentale capire che si può sbagliare. Bisogna aiutarli a guardarsi dentro tenendo presente che Dio è Misericordia e perdona l’uomo. Ma queste parole vanno rese concrete con i fatti. Ciò che dà la carica allo sfiduciato è una mano pronta ad offrire aiuto e a venire incontro a un’esigenza. Il gesto concreto testimonia più di tante parole e cambia la relazione con l’altro.

Quali sono le richieste dei ragazzi?
Poter parlare con qualcuno senza essere giudicati, dare delle risposte alle loro lacerazioni, offrire la possibilità di imparare un mestiere per poi poter trovare un lavoro. Dare loro quest’ultima opportunità, nel concreto, vuol dire dire: «Forza, il mondo ti aspetta!». Per questo, molti mi chiedono di poter entrare in comunità e fare un percorso diverso.

Riescono a trovare lavoro?
Dei ragazzi che vivono nella casa, e sono più di dieci, quasi tutti lavorano e imparano un mestiere.

Un’ultima domanda. Secondo lei perché il cardinale Casaroli aveva un legame così stretto con Casal del Marmo?
Quando era un giovane sacerdote si è trovato spesso a passare sotto le finestre del San Michele. E osservava i ragazzi del carcere mentre si divertivano a prendere in giro i passanti. Così si chiese: «Cosa posso fare per questi giovani?». Ha risposto a questa domanda con la sua vita


(www.romasette.it)




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16 luglio 2008

L'AMORE NON CONOSCE DISTANZE

 
act!onaid
L'adozione a distanza è un bel cammino, dal primo all'ultimo passo.
Nascere nel Sud del Mondo, cioè in molti Paesi di Africa, Asia e Sud America, significa muovere i primi passi e quelli successivi fra fame, siccità, AIDS, malattie, analfabetismo, sfruttamento.
Puoi liberare da tutto questo un bambino e la sua comunità. Come?
Con l’adozione a distanza:
l'emozionante cammino verso una vita di dignità e diritti.

Scopri quanti passi avanti fanno fare 82 centesimi al giorno.

Con 82 centesimi al giorno adotti a distanza un bambino africano, asiatico o sudamericano, prendendoti cura di lui e della sua comunità. Come? Garantisci cibo, acqua potabile, istruzione, assistenza e tutela dei diritti: le condizioni necessarie per vivere, crescere e costruirsi un futuro.

Contemporaneamente, crei un legame speciale con il bambino e la sua comunità, che potrai vedere attraverso foto, messaggi, disegni e aggiornamenti.

E ora, fai tu il primo passo!


 
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15 luglio 2008

NELLA DIOCESI DI ROMA

 
Sviluppo e giustizia sociale, master della Caritas

Venti studenti, da quindici Paesi del mondo, prenderanno parte alla terza edizione del corso di formazione estivo per dirigenti, amministratori, operatori sociali e opinion leader, al via venerdì 18 da Agenzia Sir



Al via il 18 luglio a Roma la terza edizione del Master estivo per formare futuri dirigenti, amministratori, operatori sociali e opinion leader nei Paesi maggiormente segnati da povertà ed ingiustizia sociale.

Il Master intitolato “Global development and social justice” (Sviluppo globale e giustizia sociale) e organizzato dalla Caritas diocesana di Roma in collaborazione con la St. John’s University di New York, gli Istituti di Santa Maria in Aquiro, la Fondazione Idente di Studi e Ricerche e la Fondazione Tata Giovanni, inizierà giovedì prossimo alla sede Fao di Roma (Sala Iran, a Piazza di Porta Capena), con una conferenza di inaugurazione dell’anno accademico. Parteciperanno, tra gli altri, lo scienziato Vandana Shiva, Richard Mollica, della Harvard University (Boston) e Marcela Villarreal, della Fao.

«L’azione di solidarietà e cooperazione internazionale - spiega il direttore della Caritas di Roma, monsignor Guerino Di Tora -, per essere efficace, deve passare dalla concreta affermazione dei diritti umani, nel lavoro di formazione, diffusione e informazione delle conoscenze e delle capacità degli operatori, nella condivisione di modelli culturali, economici, sociali e politici».

Per tutto il mese di luglio 20 studenti, provenienti da 15 Paesi, seguiranno le lezioni presso il polo didattico della Caritas di Roma (Via Aurelia 773).

(www.romasette.it)




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10 luglio 2008

DALLA DIOCESI DI PERUGIA

 

L’iniziativa è resa possibile da un accordo tra diocesi di Perugia, “Amici del Malawi”, Regione dell’Umbria e gruppo Cucinelli

Un nuovo ospedale in Malawi

Un protocollo di intesa per la realizzazione di un ospedale rurale a Pirimiti, in Malawi, è stato firmato mercoledì mattina a palazzo Donini di Perugia. A sottoscriverlo la presidente Lorenzetti, l’arcivescovo Chiaretti, don Sauro Scarabattoli per l’associazione onlus “Amici del Malawi” e Brunello Cucinelli per conto dell’omonimo gruppo industriale. Il costo della struttura, che prenderà il nome di “Solomeo Rural Hospital”: costituisce l’ultimo atto di un programma di assistenza al Malawi realizzato in cooperazione internazionale e nel nome dell’antico e consolidato rapporto tra la diocesi perugina e il Paese africano. Il gruppo Cucinelli coprirà gran parte delle spese con un contributo di 600 mila euro. Una somma di 150 mila euro - ha riferito la Regione in un comunicato - sarà messa a disposizione dall’associazione di amicizia di don Sauro per pagare un medico ostetrico e ginecologo, mentre la Regione contribuirà con 20 mila euro, impegnandosi però anche a fornire suppellettili e attrezzature dimesse di ospedali umbri e a inviare nell’area un medico col compito di sovrintendere all’avvio e all’organizzazione della nuova struttura.

L’associazione “Amici del Malawi” si è resa protagonista, da molti anni, di una intensa e fruttuosa attività di solidarietà e assistenza nel Paese africano. Là, grazie anche a contributi della Regione, di associazioni e istituti umbri, ha realizzato importanti progetti in vari campi: da quello agroalimentare alle strutture sanitarie, assistenziali, scolastiche e della formazione professionale. Vivo apprezzamento è stato espresso dall’arcivescovo mons. Giuseppe Chiaretti e da mons. Sauro Scabattoli, presidente dell’associazione, a nome della diocesi perugino-pievese per l’avvio di questo nuovo progetto nel distretto di Zomba in Malawi. Il Solomeo Rural Hospital affiancherà altre due realtà sanitarie già operative nel distretto di Zomba (la Thondwe Pastoral Clinic e la Zilando Clinic), a conferma del grande interesse che la popolazione dell’Umbria ha dimostrato e continua a testimoniare attraverso un sostegno finanziario per le iniziative di aiuto alla popolazione malawaiana.

(www.lavoce.it)




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8 luglio 2008

PRESENTATE LE rACCOMANDAZIONI DEL j8 sUMMIT SULLE QUESTIONI GLOBALI IN AGENDA

 

I giovani incontrano i leader del G8

 

Banner Junior 8 Summit 2008

Toyako (Giappone), 7 luglio 2008 - Giovani provenienti dai Paesi del G8 (il gruppo degli 8 paesi più industrializzati) e dal mondo in via di sviluppo hanno incontrato oggi i leader del G8 a Toyako, in Giappone, per presentare le loro raccomandazioni a nome del Junior 8 Summit (J8).
Il Junior 8 Summit, un'iniziativa promossa dall'UNICEF, è un evento annuale che si svolge in parallelo con il vertice del G8. Qui giovani di tutto il mondo si incontrano e dibattono su temi globali, condividendo le proprie proposte di soluzione con i leader del G8 e con la comunità internazionale.

 
 

Incontro al vertice

 
Foto di gruppo per i 39 partecipanti del Junior 8 Summit 2008
Foto di gruppo per i 39 partecipanti del Junior 8 Summit 2008 - ©UNICEF 2008

Una delegazione di nove giovani - uno/a per ciascuno dei Paesi del G8 e un nono in rappresentanza dei Paesi in via di sviluppo, in rappresentanza di tutti e 39 i partecipanti al J8 Summit - ha avuto un incontro faccia a faccia con i leader del G8; per l'Italia è stata scelta Simona Blandino, 17 anni, di Milano. Le raccomandazioni del J8 Summit, contenute nella "Dichiarazione di Chitose" (dal nome della località in cui si svolge il J8 Summit), si focalizzano su tre tematiche: cambiamenti climatici, povertà e sviluppo, salute globale.

«I delegati del J8» recita la Dichiarazione di Chitose «ritengono che i leader del G8 debbano assolutamente ascoltare la voce dei giovani. Insieme, trasformiamo le idee dei giovani in azioni concrete, e non soltanto in parole»

Le principali raccomandazioni della Dichiarazione includono:

 
  • la creazione di un'organizzazione internazionale che valuti i prodotti sulla base di "indicatori verdi", quali: l'efficienza energetica, la gestione dei rifiuti, l'imballaggio, la composizione del prodotto. I prodotti certificati come "verdi" devono essere etichettati in maniera evidente, per promuovere la coscienza ecologica presso i consumatori, e devono ricevere sussidi statali per diventare più competitivi dal punto di vista del prezzo. Tali misure mitigheranno la tendenza liberista dominante negli Stati del G8 e faciliteranno un progresso positivo;
  • la promozione, da parte dei leader del G8, di donazioni "non politiche", attraverso una dichiarazione firmata che proibisca gli aiuti allo sviluppo vincolati a condizioni specifiche. Sebbene i Paesi donatori siano in grado di intervenire per sincerarsi che gli aiuti allo sviluppo vengano utilizzati nella maniera più efficiente, una simile dichiarazione garantirebbe che i Paesi del G8 donino fondi non in base ai propri tornaconto politici, ma per il bene comune. Inoltre, essa genererebbe fiducia non soltanto presso i governi locali, ma anche presso la popolazione dei beneficiari. Il J8 sottolinea infine l'urgenza di cancellare il debito dei Paesi in via di sviluppo;
  • il sostegno, da parte dei Governi del G8, a programmi educativi che includano la prevenzione delle malattie, la nutrizione, l'igiene ambientale e l'educazione sessuale in tutto il mondo. Devono essere inclusi programmi specifici a vantaggio delle ragazze e delle donne, e vanno promosse iniziative di educazione all'eguaglianza di genere dirette a ragazzi e uomini. Non deve essere consentito ai governi di limitare l'accesso della popolazione ai contraccettivi e all'educazione sanitaria. Quest'ultima deve essere
 

I partecipanti al J8 Summit hanno arricchito le loro raccomandazioni con un Piano d'azione e una serie di passi per dare seguito al dopo-vertice.

 

Team italiano - La delegazione italiana presente a Chitose è composta da tre ragazze e un ragazzo: Simona Blandino e Giulia Sammartano, 17 anni, entrambe di Milano (selezionate attraverso la "J8 Competition 2008", il concorso internazionale lanciato dall'UNICEF), Celeste Malignani, 15 anni, di San Pier D'Isonzo (Gorizia) e Marco Zabai, 17 anni, di Treviso (rappresentanti scelti tra le associazioni che aderiscono al Forum delle associazioni studentesche promosso dal Ministero della Pubblica Istruzione).

 

E' possibile vedere alcuni dei video girati da ragazzi in diversi paesi del mondo e indirizzati ai leader del G8:
http://www.mdialog.com/video/show/9932-we-want-your-videos--ask-world-leaders
 
Per maggiori informazioni consultare il sito:
http://www.j8summit.com

(www.unicef.it)




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1 luglio 2008

PER I GIOVANI DI ROMA - BANDO IN SCADENZA

 

Servizio civile nella Caritas

Scade il 7 luglio il bando di concorso per 47 posti, di cui 6 all'estero. Cinque i progetti disponibili per ragazzi dai 18 ai 28 anni di Ilaria Mulè

Scadrà il 7 luglio, alle 14, il termine per la presentazione delle domande di partecipazione al bando di concorso per il servizio civile nella Caritas diocesana di Roma. Per chi, tra i 18 e i 28 anni, volesse dedicare 12 mesi al servizio degli ultimi della Terra e alla propria formazione professionale, sono disponibili 5 progetti (4 in Italia e 1 all’estero), per un totale di 47 posti. Quattro presso i servizi dell’Area Aids; 16 per l’offerta di ascolto e accoglienza a favore di una cultura improntata alla vicinanza e alla prossimità; 17 per l’inclusione sociale degli immigrati; 4 nell’area sanitaria. Il servizio civile all’estero darà spazio a 6 volontari, di cui 3 a Goma (Repubblica democratica del Congo) e 3 a Maputo (Mozambico).

«Il servizio civile è un’iniziativa dello Stato», afferma Andrea Guerrizio per conto del Settore Educazione alla Pace e alla Mondialità (www.caritasroma.it, sepm@caritaroma.it), «istituita a livello nazionale da una legge nel 2001. È su base volontaria, dura un anno, prevede una retribuzione in accordo con singoli enti pubblici e no profit. Tra cui la Caritas. Il bando è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, Serie Speciale Concorsi ed Esami, n. 44 del 6-6-2008 (IV serie speciale). La nostra proposta, in quanto organismo pastorale – continua –, vuole mettere in gioco un’esperienza umana, l’incontro, valorizzare la relazionalità, l’attenzione e la disponibilità a entrare in uno scambio con l’altro».

Il servizio del Settore, nel suo impegno ordinario all’interno della Caritas, si traduce in operatività sul campo, mentre il suo percorso di formazione alla pace si articola in una serie di laboratori didattici e interattivi ad hoc, sia per alunni delle classi elementari che per studenti liceali. Un esempio, spiega Claudia Lombardi, 27 anni, è la promozione della cultura della nonviolenza nelle scuole grazie al progetto “Facciamo pace”, che affronta temi come l’immigrazione o i conflitti nazionali e internazionali, evitando ogni didatticismo: «Nelle lezioni interattive spieghiamo i diritti civili, la centralità dell’essere umano e il rispetto». Una scuola di vita.

Come è per i più grandi il servizio civile. A dirlo è Leonello Fani, 28 anni, che da novembre 2007 a marzo 2008 lo ha prestato all’estero. «Sono stato a Goma, città africana orientale al confine con il Ruanda, che ha assorbito nel ‘94 il flusso dei rifugiati scampati al genocidio». Un flusso che non si arresta. Le contese in corso producono sfollati e profughi in quantità (circa 200.000), che trovano sistemazione provvisoria nei campi sotto la tutela dell’alto commissariato Onu.

«Nell’ufficio delle emergenze il mio compito – prosegue Leonello – era la distribuzione dei beni-viveri (farina, sale, acqua e poco altro) e dei prodotti non alimentari (tende, taniche per l’acqua, pentole, piatti, tazze)». Ma cosa è cambiato dopo quest’esperienza? La retorica, risponde, ormai è inammissibile: «I poveri e la sofferenza insegnano. L’Africa sconta, più di altri continenti, problemi di portata mondiale. Vedere la guerra con i propri occhi è scioccante. Basta con i semplicismi e le superficialità».


(www.romasette.it)




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24 giugno 2008

24 GIUGNO - SAN GIOVANNI BATTISTA

 Le folle lo interrogavano: "Che cosa dobbiamo fare?". Rispondeva: "Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto". Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare, e gli chiesero: "Maestro, che dobbiamo fare?". Ed egli disse loro: "Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato". Lo interrogavano anche alcuni soldati: "E noi che dobbiamo fare?". Rispose: "Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe".

Lc 3, 10-18




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19 giugno 2008

32° CONVEGNO NAZIONALE DELLE CARITAS DIOCESANE

 


«Amiamoci coi fatti e nella verità» (1Gv 3,18)
I volti, le opere, il bene comune



Santa Maria degli Angeli, Assisi (Pg)
23-26 giugno 2008

Da lunedì 23 a giovedì 26 giugno 2008, direttori e operatori delle Caritas diocesane e operatori di Caritas Italiana si ritroveranno a Santa Maria degli Angeli (Assisi – Pg) per portare insieme a sintesi e compimento le riflessioni maturate durante l'anno sul tema "Animare al senso della carità attraverso le opere: conoscere, curare, tessere in rete". I lavori si svolgeranno principalmente presso il Teatro Lyrick.

 

In questa sezione saranno disponibili i materiali del Convegno (testi degli interventi, comunicati stampa, foto...).

Elenco con tutti i Convegni nazionali delle Caritas diocesane (1972-2008)

(www.caritasitaliana.it)




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19 giugno 2008

PROGRAMMI SALVA-VITA

 

L'Orchidea dell'UNICEF cerca volontari che scendano in piazza con lei

 
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Il 4 e 5 ottobre 2008 scendi anche tu in piazza con l'Orchidea dell'UNICEF, il fiore così prezioso che può salvare la vita di un bambino.

Diventa volontario dell'UNICEF anche per un solo giorno, aiutandoci a raccogliere fondi per i programmi salva-vita in favore dell'infanzia.

 
 
 
Immagine dell'Orchidea dell'UNICEF

Che aspetti a iscriverti ?
 
Se vuoi diventare volontario per l'Orchidea dell'UNICEF, clicca qui oppure contatta la Segreteria operativa dell'evento ai seguenti indirizzi: 
 
Tel.:  0422 609 930-1-2-4-6
Fax:  0422 609 933
E-mail:  orchidea@unicef.it

 
 
Un gruppo di volontari UNICEF
 
 




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18 giugno 2008

UN PICCOLO GESTO MENSILE PER UNO SCOPO INFINITAMENTE GRANDE

15 Euro al mese.....per molto di più........

 
http://www.unicef.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/31?gclid=CPX4xfbC_ZMCFQuGugodxX73Vw




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17 giugno 2008

PRESENTAZIONE

Carissimi Lettori,

oggi nasce questo nuovo spazio, a servizio chi chi ha bisogno. Di tempo, di cibo, di Amore....in una parola: di Carità.

E' vero che i Poveri non hanno Internet....ma noi che ce l'abbiamo, siamo qui per aiutarli.

E aiutarci.

Grazie per l'attenzione, a presto

La Redazione




permalink | inviato da federicamancinelli il 17/6/2008 alle 14:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


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